sogno

il

Stanotte ho sognato Pier Paolo Pasolini. Eravamo in fila a un botteghino, entrambi senza sapere perché (io potevo sentire i suoi pensieri) era di spalle proprio davanti a me, potevo notare i capelli umidi dietro la nuca, nessuno stupore. Poi si gira, era giovane, un po’ desolato, mi chiede se so qualcosa dello spettacolo non sa se restare o andare via. Non lo so, rispondo, ma credo ci sia un giovane comico divertente. Vale la pena dice, per aiutare queste giovani promesse. Mi sorride appena e mi tratta come se mi conoscesse da sempre. In un barlume di coscienza durante il sogno mi sono detta: lui doveva essere proprio così, nessuna voglia di protagonismo, semplice, umano, e ho pensato, sempre in quei pochi secondi in cui ero cosciente di essere nel mezzo di un sogno, a quante volte mi era capitato di incontrare questo o quello che sono niente al suo confronto e a che aria di insignificante superiorità avevano stampata in faccia. Poi sono rientrata nel sogno e ho scambiato quattro chiacchiere con lui avanzando nella fila, aveva pantaloni chiari e uno sguardo splendente.
Al risveglio ho pensato, ma guarda che incontri meravigliosi possono farsi di notte.

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